Babywearing: di cosa si tratta?

PH Porto Profumato

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La prima volta che venne usata questa parola fu negli anni ’70 da William Sears in merito ad una nuova corrente di pensiero chiamata “Attaching parenting”, ossia che la vicinanza e il contatto con il corpo dei genitori portava il bambino a regolare la sua organizzazione psicologica e fisiologica.

Nei tempi antichi la ragione d’essere del portare i bimbi era principalmente quella di salvarli dai predatori e da altri pericoli. Nasce quindi come un bisogno fisiologico ed evolutivo.

Il bambino che piange quando è lasciato da solo o viene separato dalla madre esprime il suo disagio legato ad una necessità biologica e ancestrale, ossia il percepire come situazione di pericolo l’essere distante dai genitori.

Più di due terzi delle popolazioni nel mondo portano i propri figli.

In alcune zone il portare deriva da necessità di adattamento ambientale che però è intrinseco alla cultura di accudimento dei figli. Nei paesi cosiddetti “industrializzati”, invece, questa abitudine si è persa per fare posto a carrozzine, ovetti, passeggini portando ad un allontanamento della madre dal bimbo. Diminuendo il contatto fisico si favoriscono altri tipi di legame, come quello visivo e verbale, ritenuti il modo più efficace per portare verso l’indipendenza il bambino.

Benefici del babywearing per il bambino

– La fascia favorisce il legame tra madre e figlio trasmettendo un senso di continuità con lo stato gestazionale e il passaggio graduale verso il mondo esterno;

– favorisce lo sguardo sul mondo da una posizione di sicurezza;

– rafforza il legame, ma offre un forte slancio verso l’autonomia.

– Il bambino sviluppa una base sicura (attaccamento sicuro con la madre) e sarà in grado di esplorare l’ambiente che lo circonda con più confidenza e serenità.

– I bambini portati piangono il 54% in meno.

– Sviluppano un senso di sicurezza e fiducia e raggiungono una buona indipendenza in età più giovane.

– I bambini “indossati” sono più stimolati, ma allo stesso tempo possono proteggersi quando vogliono.

– Partecipano attivamente alla vita dell’adulto entrandone in sintonia e imparando.

– Si adattano prima alla vita fuori dall’utero.

Benefici del babywearing per la mamma

– Portando il bambino e favorendo il contatto, la mamma si esprime anche attraverso la fisiologia del suo corpo: varia la sua temperatura corporea, il ritmo cardiaco, la respirazione, il suo assetto ormonale e la sua secrezione lattea.

– Il portare permette una maggiore sensibilità della madre ai bisogni del bambino e soprattutto un’attenzione precoce, precisa e adattata sul bambino.

– Lo scopo della pratica del babywearing è proprio quella di assicurare lo stretto contatto madre-bambino.

Bibliografia:

  1. Weber, Portare i piccoli, ed. Il Leone Verde
  2. Bowlby, Una base sicura, ed. Raffaello Cortina
  3. Bortolotti, E se poi prende il vizio?, ed. Il Leone Verde
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