La madre informata

PH Porto Profumato

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C’è una nuova figura inquietante che si aggira sul web, nei parchi, al supermercato, in fila alla posta o dal dottore.

La mamma informata.

Tale personaggio si erge in difesa delle teorie più strampalate, passa ore e ore tra una poppata o un biberon a leggere, spulciare notizie, esaminare prove e sgominare complotti.

La mamma informata non dorme mai.

Legge, si confronta, consulta ed elabora le informazioni 24 ore al giorno.

Poi, certa delle sue deduzioni, le regala al popolo del web, ma anche in caffetteria all’amica incinta, o nei gruppi di WhatsApp.

La mamma informata contesta. Contesta ogni singolo post, ha sempre una contro-teoria e prove ad avvalorarla. Ti distrugge in poche frasi.

Ma chi è in realtà la mamma informata?

Eh, prima di puntare il dito contro questa nuova figura di saccenza virtuale, vi rivelerò un segreto.

Dietro una mamma informata si nasconde non solo una genitrice ma…sorpresa! Lei ha una laurea e due master, conosce e parla 5 lingue, è un dirigente d’azieda, è un medico, una psicologa, una terapista comportamentale, un’ostetrica, un’avvocato, un’ingegnere. A volte si nasconde dietro una commessa, un’impiegata o una casalinga che passa tutto il suo tempo libero a studiare (sì, si può studiare anche autonomamente).

La mamma informata non è una povera cretina che legge una notizia su un magazine qualsiasi e diffonde il dubbio verbo. O meglio, esistono anche loro, ma sono facilmente smascherabili.

La vera mamma informata non spara cavolate a raffica perché, oltre ad essere una persona di cultura, è mossa da un istinto primordiale, ovvero il legame con il figlio, che la sprona a cercare di fare sempre la cosa migliore. E non si tratta di mancanza di fiducia verso l’istituzione del pediatra che ti dice: “signora allatti ogni tre ore e faccia la doppia pesata così vediamo subito se dare l’aggiunta” o che “a tre mesi lo abituiamo al cucchiaino”. No, non è mancanza di rispetto, ma di ricerca del meglio, perché lei passa 24 ore con quel fagottino e sì, scusate se lo dico, ma lo conosce meglio di qualsiasi altro.

La mamma informata non si inventa strane teorie sull’allattamento, ma sa che se incontra difficoltà, si deve rivolgere a una IBCLC (consulenti professionali allattamento) che sono operatori sanitari, non ciarlatani. E se ha bisogno di aiuto e supporto per lo svezzamento, si rivolge al nutrizionista pediatrico, perché per la ricetta del brodo vegetale e della marca dell’omogeneizzato bio, non serve prendere appuntamento con un medico (che cura le malattie, non una rubrica di cucina). D’altra parte se devo essere operata al cuore non mi rivolgo all’ortopedico, giusto?

Leggere libri, partecipare a seminari, informarmi anche sul web (non è tutta merda quella che gira) non fa di me una “tuttologa-sono-meglio-di-tutti-voi-non-capite-una-cippa”, ma mi rende una persona coscienziosa e curiosa, che magari fa le domande mirate e corrette al professionista in questione. E se metto in dubbio la parola di un dottore, è perché magari mi trovo più in sintonia con il suo collega.

Se mio figlio ha preso la varicella, il rotavirus e il colera, perché devo fargli i vaccini su queste malattie? Non sono un’immunologa, ma c’ero io a raccogliere il vomito a spruzzo e a curargli le croste purulente. E il suo collega dottore, supportato dalle analisi del sangue, ha detto che era varicella, quindi perché devo iniettargli di nuovo il vaccino?! Posso almeno avere il dubbio sulla sua utilità? La domanda posso farmela? Ah no, perché poi passo per una mamma informata alias nemico pubblico/visionaria.

Se condivido la mia esperienza sui social sull’allevamento dei figli (passatemi il termine ma oltre che ad un piacere è un vero e proprio lavoro), magari creo ispirazione e non di certo sto scrivendo le nuove regole del genitore perfetto.

E appunto perché so che ogni bambino, ogni madre, ogni famiglia ha le sue particolarità, la sua storia, le sue patologie e necessità,  so che non si possono creare regole uguali per tutti.

La madre informata non è sempre il male. L’ignoranza intellettuale e l’aridità di conoscenza sono il vero fallimento di questa società.

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