Il tempo del portare: fino a quando è consigliato usare fasce e marsupi

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Fino a quando si porta un figlio? Qual è l’età in cui possiamo appendere la fascia o il marsupio al chiodo?

Spesso mi fanno queste domande alle quali do una risposta molto generale: 2/3 anni, forse 4.

Ma non c’è una risposta certa: ci sono bambini che appena iniziano a camminare non gradiscono essere portati, altri che preferiscono il passeggino al corpo del genitore, altri ancora che non escono di casa se non in braccio o che adorano addormentarsi tra tre strati di tessuto.      

Come facciamo a stabilire l’età giusta e con quali elementi?

Come per la maggior parte delle abitudini dei bambini, solo i genitori possono capirlo ed è giusto rispettare i tempi di entrambi. Se la mamma o il papà prova fatica, disagio, scomodità nell’avere un bambino addosso, o se è il bambino stesso a comunicare una certa insofferenza o a preferire altri mezzi per essere rassicurato, consolato e trasportato, allora meglio archiviare il supporto, qualunque esso sia. Magari si può solo archiviare temporaneamente e usarlo quando strettamente necessario.

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Questa è la mia personale esperienza.

Ho ho figlio di quasi 4 anni, abbastanza mingherlino e che fisicamente ancora si presta per provare e testare fasce e legature, ma che non porto più nel vero senso del termine da più di un anno e mezzo  (tranne per qualche emergenza).

Il ‘piccolo’ invece ha un anno e mezzo e nel tempo è cambiato il nostro “rapporto fascioso”. Non lo porto più per accudimento, coccole e rassicurazione, ma solo come mezzo di trasporto, abitando in una città non propriamente adatta all’uso dei passeggini e ritenendolo comunque  il modo più idoneo ai nostri spostamenti.

Con un pizzico di nostalgia ricordo che fino a qualche tempo fa era lo stesso Federico che mi portava le sue scarpette insieme alla fascia quando si accennava ad uscire di casa.

Adesso imbocca direttamente la porta aggrappandosi alla maniglia senza curarsi di nessuno. Se non ho fretta usciamo a piedi (anche se tengo dentro la borsa una ring), altre volte invece lo carico sulle spalle perché ho fretta di andare a portare Franci a scuola o perché attraversiamo quartieri troppo affollati per lasciarlo scorrazzare liberamente.

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Lui è abbastanza disciplinato: mi dà la mano, ascolta e cammina spedito ma spesso succede che si distrae a inseguire gli uccellini, i cagnolini e gli altri bambini, vuole usare il monopattino del fratello, si siede, torna indietro ecc. Insomma, la fascia serve sempre perché a un certo punto lo devo riacchiappare e proseguire per la mia strada. A volte lo accetta di buon grado, altre volte protesta come qualsiasi bambino che non vuole essere legato dentro al passeggino.

Mi rendo conto che giorno dopo giorno il nostro percorso portato si sta concludendo e la cosa che mi sorprende è che non provo tristezza (vabbè magari un po’ sì), ma sono piacevolmente sollevata dal non essere più il loro centro, il loro tutto, il corpo dove nascondersi e sentirsi rassicurati. Quei nodi ci hanno legato come fossimo stati un unico essere e abbiamo guardato dall’alto della stessa prospettiva per anni. Le fasce hanno accompagnato la nostra esogestazione nel modo più dolce e indolore possibile. Mi hanno insegnato a conoscerli, a capirli, a rispettare i loro confini. Abbiamo respirato con lo stesso ritmo, ascoltato le stesse parole e ammirato il medesimo panorama.

È magnifico osservare come ci siamo staccati, e come adesso scelgono autonomamente dove andare, cosa guardare e a cosa prestare attenzione.

Non sono più passeggeri passivi ma protagonisti dei loro movimenti.

E se la nostalgia torna?

Eh, io solo molto fortunata. Continuo a intrecciare nodi, a provare supporti e a studiare questo magico mondo attraverso gli occhi di altre mamme e di altri bimbi. Insegno un’arte antica con tutta la passione di cui sono capace facendo riscoprire ai genitori vecchie competenze che sono solo assopite e che aspettano di essere risvegliate.

Quindi fascioteca in piena attività e fasce nuove in arrivo, mentre mi godo gli ultimi mesi (speriamo ancora molti) abbracciata ai miei bimbi?.

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