Il mio papà

PH Porto Profumato

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Mio papà è quello degli sms monosillabici.

Sì. No. Ok.

Anche se tu gli hai scritto un poema.

Quando si rompe qualcosa – qualunque cosa – dallo spremiagrumi alla macchinina giocattolo al forno, lui l’aggiusta. Come fa?

“Eh, Grazie al latino. Ti aiuta a ragionare” dice lui.

Io e i miei fratelli abbiamo tutti studiato il latino al liceo, ma – non si sa perché – abbiamo difficoltà anche nell’assemblaggio delle sorpresine Kinder.

Mio papà è la tipica persona calma, riflessiva e solitaria, ma in compagnia si lascia andare a grandi risate e battute.

Sorprendente.

Condividiamo molte passioni: l’aviazione, le culture diverse dalla nostra e le lingue straniere.

Mio papà a 64 anni prova a studiare l’inglese sul suo iPad ed è in grado di fare un discorso con una giapponese ad Osaka.

Incredibile, ma gliel’ho visto fare.

Mio papà lavora sempre, da sempre.

Lo vedevo uscire la mattina e rientrare la sera. Sempre con il sorriso. Stanco, massacrato, ma con il sorriso.

E continua a farlo nonostante siano passati decenni da questa immagine che ho da quando ero bambina.

Da lui ho imparato che il lavoro è un dovere e un sacrificio e che bisogna dare sempre il 100% per avere risultati.

Ci vuole costanza, forza di volontà e bisogna ‘muovere il culo’ perché nessuno ti insegue con un contratto in mano.

Sarà per questo che sono andata a cercare la mia fortuna altrove e ho sempre accettato senza batter ciglio qualunque città mi venisse proposta.

Solo su una cosa si sbagliava però.

Mi ha detto che prima o poi i sacrifici fatti e la dedizione dimostrata sarebbero stati riconosciuti e ricompensati. Non è proprio andata così, visto che dopo aver appurato che ‘non si cavava un ragno dal buco’, siamo finiti ad Hong Kong.

Ma questa è un’altra storia.

Ritorniamo al mio mitico papà, che ha 64 anni, che non va in pensione e che tutte le mattine si infila il suo completo elegante e se ne va al lavoro, perso nel traffico dei pendolari che dal paese si recano in città. Sempre puntuale e attento. Ma ormai stanco.

Nonostante tutto riesce a tenere a bada un ragazzino di 2 anni e mezzo che da quando si sveglia è un vulcano di energie e corre, salta, corre, gioca, corre…incontenibile!!!

Mio papà appena rientra a casa prende la bicicletta e il nipotino e va a fare trainspotting…per ore.

Moltiplicate il tutto per altri due nipoti maschi e con le stesse esigenze.

Che dire…chapeau!!

E arriviamo a me.

Il tempo volendo lo si trova anche per una figlia che si vede poco e si fa sentire a singhiozzi.

Siamo riusciti a ritagliarci il nostro pomeriggio nella splendida Padova, che avevo un po’ dimenticato, tra i suoi mercati, le piazze storiche, gli studenti in pausa aperitivo, i suoi scorci artistici e il suo famoso “caffè senza porte”.

Un papà e una figlia. Un binomio indissolubile e bellissimo.

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