Fratelli!

PH Porto Profumato

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Quando ho scoperto di aspettare il secondo figlio è nata in me una piccola paura.

Era legata al primo.

Sì, perché il primo pensiero di una mamma alla sua seconda gravidanza è di togliere qualcosa al primogenito in termini di tempo, attenzione e coccole.

Ci si domanda quale sia l’età giusta per mettere al mondo il secondogenito, se farlo subito, se aspettare che il maggiore non indossi più il pannolino… Si valuta se si è da soli, se si hanno aiuti… Ogni mamma può dare la sua versione sulle tempistiche migliori.

In cuor mio sapevo che non avrei aspettato molto, perché mi piaceva l’idea di avere due bambini quasi coetanei e perché non volevo abituarmi alla quasi raggiunta indipendenza del più grande e illudermi per poi ricadere nel vortice del tetta ad ogni ora, notti insonni, svezzamento ecc.

Insomma, ogni famiglia pensa a quello che può essere più congeniale per la sua routine.

E così, tra mille dubbi e speranze è arrivato il cucciolo della famiglia.

Francesco ha sempre saputo che dentro la pancia c’era un fratellino e che presto sarebbe venuto a vivere con noi.

Prima di recarmi in ospedale l’ho abbracciato e gli ho detto che stavo andando a prendere Federico.

Io e mio marito abbiamo sempre pensato che dire la verità fosse la cosa più giusta. Due anni erano abbastanza per comprendere cosa stava accadendo.

E il tempo ci ha dato ragione.

Quando sono tornata a casa, un misto di curiosità e felicità trasparivano dai suoi occhi.

La prima poppata casalinga l’ho fatta mentre lui mi abbracciava e controllava attentamente quello che stavo facendo.

La prima notte gli ho chiesto se potevo accogliere Fede nel lettone con noi e lui ha risposto di sì, senza entusiasmo ma con convinzione.

Per scelta ho deciso di non nascondere coccole ed effusioni nei confronti del piccolino anche davanti al grande. Se era il momento della poppata con calma gli spiegavo che doveva aspettare qualche minuto e poi mi sarei occupata di lui.

Non gli ho mai detto: “Ora sei grande e certe cose non le devi fare”, “Sei il fratello maggiore” ecc.., ma ho cercato di non variare le nostre abitudini e i nostri riti, trattandolo sempre in linea con la sua età anche se a confronto con il piccolino mi sembrava tanto grande…

Sono stata particolarmente fortunata. Francesco non ha mai mostrato nessuna forma di gelosia o regressione.

E già così ero contentissima!

E invece ho scoperto la meraviglia.

Un’attenzione quasi maniacale ai bisogni del fratellino.

Al primo accenno di pianto, Franci si alza e attira la mia attenzione chiamandomi. Se sono stanca di dondolarlo nel passeggino mentre mangio con una mano sola, lui lo spinge per me.

L’altro giorno ha notato il bavaglino macchiato di latte ed è andato a prenderne uno pulito .Quando me l’ha portato quasi non ci credevo.

Ha dei comportamenti per me meravigliosi e teneri.

Non si lascia andare a coccole, ma lo osserva da vicino incuriosito.

Ovviamente ogni tanto mi chiede di “metterlo giù” per avere tutte le mie attenzioni, ma non ha mai dimostrato aggressività o insofferenza neanche quando viene svegliato la mattina presto o nel cuore della notte dai suoi pianti.

Lo assiste nel bagnetto, gli mette il talco e prepara il pannolino. Se lo sente piangere gli porta i giochini (non i suoi ovviamente).

Tante piccole accortezze per un bimbo così piccolo che mi hanno profondamente emozionato e rassicurato sulla scelta fatta.

Ovviamente non mancheranno gli scontri, i litigi e il caos assoluto.

Ma fa tutto parte del gioco e noi siamo prontissimi (spero) per affrontarlo.

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