Dolcissimi momenti

PH Porto Profumato

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Oggi ho sgridato il piccoletto per mettere fine ai suoi ripetuti tentativi di suicidio.
La settimana scorsa ha provato a fracassarsi la testa addosso a uno spigolo, ma gli è andata male e ha vinto solo un gran bernoccolo frontale. Di conseguenza ora sono abbastanza sensibile alle sue acrobazie, specie quando avvengono sul divano in compagnia del fratello, che lo sfida ad alzare il limite delle sue capacità fisiche con pratiche circensi sempre più pericolose.
Ho cominciato con semplici vocalizzi dalla cucina nei quali intimavo uno stop ai giochi, ma sono stata puntualmente ignorata.
Sono andata di persona tuonando un “adesso bastaaaaa”, ma anche questo tentativo di intimidazione è stato beatamente ignorato e accompagnato da qualche pernacchia e risolini.
Ma quando ho visto Fede in volo libero verso il pavimento, non ci ho visto più e mi sono arrabbiata sul serio.
I giochi si sono interrotti dando il via a un pianto inconsolabile del piccoletto il quale, tentato invano l’approccio nella mia direzione, capitola dal fratello che inizialmente lo guarda ammutolito, ma poi lo abbraccia forte forte per trenta secondi buoni, e così si calma e smette di piangere.
Io spio tutta la scena dalla cucina e osservo mentre Franci, tre anni e mezzo e tanta bontà, lo aiuta ad alzarsi, lo prende per mano e mi raggiunge con il pugno alzato e gli occhi crucciati: “baby is crying! It’s your fault!”  (il bambino piange per colpa tua!)
“I give you botte mamy!”?.
Io mi inginocchio davanti a loro e li riempio di baci e mente li stringo forte penso che qualcosa di buono in questa pazza vita da mamma l’ho fatto.

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