Disciplina dolce, funziona davvero?

La disciplina dolce. Ne avete mai sentito parlare?

Si tratta di una modalità di educazione in cui – cito testualmente – ” vengono accolti e assecondati i bisogni dei bambini sin dal primo giorno”. Si cerca di verbalizzare le emozioni, mantenere la calma sempre e comunque, non urlare, non usare termini negativi come ad esempio “no, non si fa, smettila”, non lodare o non eccedere con le lodi, assecondarne i bisogni senza lasciarsi cadere nel lassismo.

Viene spesso associata al metodo educativo dell’alto contatto ovvero allattamento a richiesta, cosleeping, babywearing… in effetti un metodo da me ampiamente applicato ma al quale ho sempre dato un altro nome: SOPRAVVIVENZA.

Io non sono una mamma che applica la cosiddetta “disciplina dolce”. Mi sono informata a riguardo, ho letto molto, e ho detto: “passo”.
E a tratti non la condivido soprattutto applicata al carattere e alla personalità dei miei figli.
Io strillo se c’è da strillare, sgrido facendo gli occhi brutti, applico il contenimento fisico degno di un buttafuori da club privato se è necessario, e sono bravissima nel lancio della ciabatta.
Minaccio pure.
E faccio quella cosa sbagliatissima del “se fai questo ti do quello”.
Forse mi scappa anche qualche parolaccia, e qualche lode iper entusiasta del tipo “sei il più bravo del mondo”, “ma te lo dicono che sei bellissimo, sì?” “Ma quanto sei sveglio?“ Per poi cadere nel più polite “sei nougthy” quando vedo la confezione di biscotti al cioccolato sbriciolata sul divano che avevo appena pulito e aspirato, perché dire “sei deficiente” mi sembra comunque eccessivo.

Tutte queste emozioni che si ripetono come una ruota durante la giornata richiedono uno sforzo enorme.
La giornata finisce tra baci mozzafiato e abbracci stritolatori, e i miei “non ne posso più, vi vendo”.

Passare la giornata a prendersi cura dei bambini, specie se piccoli e in piena fase di riconoscimento di sè e del mondo che li circonda, è devastante.

Insegnare ai bambini che le persone hanno dei limiti, e che se continui ad arrampicarti sul tavolo e a tirare giu tutti i soprammobili, a lanciare giochi o tentare di otturare il water, io divento la versione cattiva di Crudelia Demon, è sacrosanto. Mamma è fantasticamente imperfetta, si arrabbia, e dà segni di isterismo se determinati comportamenti vengono perpetuati nel tempo, di solito 247 volte in 20 minuti.

Giusto o sbagliato che sia, stanno imparando a capire che per ogni azione bella o brutta, c’é una conseguenza. Imparano che mamma si arrabbia e che condividendo gli stessi spazi ci sono delle regole di convivenza. Ovviamente il tutto ha i limiti collegati all’età!

Ma a fine giornata, quando finalmente dormono, e in casa regna un silenzio tombale e io posso finalmente gustarmi il cornetto gelato che mi aspetta in frizzer senza doverlo dividere, eh….sospiro, e penso a quanto sono fortunata ad avere quelle piccole pesti che mi hanno riempito di coccole tutto il giorno, che preparano la tavola a modo loro e spreparano pure, anche se qualche avanzo di cibo si perde inesorabilmente durante il percorso tavolo-lavandino della cucina.

Mi sembra quasi che si siano addormentati prima che abbia avuto il tempo di dargli quell’ultimo bacio, o prima dell’ultimo “ti voglio bene” della giornata.
E così vado in camera loro in punta dei piedi e quando mi avvicino al letto vedo questo, l’immagine più dolce del mondo. Stanno volando in un mondo dove non posso raggiungerli, dove non posso proteggerli e dove i pensieri viaggiano liberi. Ma loro si tengono per mano e sono al sicuro, dentro quel cerchio d’amore e complicità che a me non è concesso attraversare.

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